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La TAVI

L’impianto valvolare aortico transcatetere (TAVI) in inglese transcatheter aortic valve implantation, o transcatheter aortic valve replacement (TAVR), è una tecnica della cardiologia interventistica che permette l’impianto della valvola aortica con approccio percutaneo in alternativa alla sostituzione con intervento cardiochirurgico

La Cardiologia di Germaneto

La cardiologia universitaria di Catanzaro è tra le prime in Italia ed ha introdotto per primo in Calabria la Tavi, cioè l’impianto di una valvola aortica percutanea, ed è l’unico Centro nella Regione ad effettuare la riparazione percutanea della valvola mitralica.

Lo staff medico e di ricercatori guidato dal Prof. Ciro Indolfi, si è distinto negli anni per un eccellente lavoro di spessore internazionale, che ha migliorato sensibilmente la qualità dell’assistenza medica fornita ai pazienti, sviluppando e introducendo tecniche all’avanguardia nella cura delle patologie cardiache. 

Progetto Cardiologico: PROTEGGI IL TUO CUORE

PROTEGGI IL TUO CUORE” è lo slogan del progetto di studio cardiologico, che sarà effettuato sulla popolazione “over 35” di Marcellinara. Questo progetto è  frutto della collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini, l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e il Comune di Marcellinara

Inizierà nel prossimo mese di settembre lo sperimentale progetto di studio cardiologico su tutta la popolazione “over 35” di Marcellinara, frutto dell’intesa di collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini, l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Università Magna Graecia e il Comune di Marcellinara.

“Proteggi il tuo cuore”: questo è lo slogan del progetto, tra i primi del suo genere al Sud per le ampie fasce di popolazione coinvolte, che permetterà di promuovere stili di vita sana per una comunità realmente in salute.

“Le malattie cardiovascolari – ha evidenziato, nel presentare l’iniziativa, il Prof. Ciro Indolfi, direttore della Cardiologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro che coordinerà la realizzazione del progetto sperimentale di studio– rappresentano la principale causa di morte in Italia e molte di queste morti si verificano prima dei 60 anni di età. L’ambizioso obiettivo è però quello di prevenire, e non quello di curare, le malattie del cuore. La maggior parte delle malattie cardiovascolari è, infatti, causata da fattori di rischio che possono essere controllati e modificati. L’alimentazione scorretta e la sedentarietà sono la causa di quei fattori di rischio che portano a morti cardiovascolari come: pressione alta, colesterolo elevato, elevato tasso di zuccheri nel sangue, sovrappeso ed obesità. A conclusione dell’attività di studio sarà interessante mostrare l’efficacia della prevenzione, sviluppando programmi di iniziative finalizzate ad accrescere il benessere dei cittadini, influenzandone positivamente lo stile di vita e riducendo, di conseguenza l’incidenza delle malattie cardiovascolari”.

“Abbiamo ben accolto la proposta di realizzazione di un progetto pilota di sperimentazione dell’efficacia della prevenzione in ambito cardiovascolare – ha dichiarato il Sindaco del Comune di Marcellinara Vittorio Scerbo – in quanto la missione istituzionale deve portare inevitabilmente alla promozione della salute nella comunità e tra i cittadini, per poter incidere, in maniera significativa, anche sul costo sociale elevatissimo delle malattie del cuore, considerato che tali patologie insorgono in individui ancora lavorativamente e socialmente attivi. La Cardiologia Universitaria diretta dal Prof. Indolfi – ha evidenziato il Sindaco Vittorio Scerbo – è un’eccellenza del nostro Sud, e siamo orgogliosi di poter contare su tale collaborazione, perchè contribuisce quotidianamente a dare risposte di qualità ai bisogni di salute dei calabresi e non solo, ponendosi all’avanguardia per i trattamenti e gli interventi avanzati che vengono realizzati nella struttura del Campus universitario di Catanzaro”.

L’idea di proporre un modello sperimentale di città sana e in salute, un “modello Marcellinara”, si lega dunque all’importanza di diffondere, a fasce sempre più ampie della popolazione, la conoscenza delle problematiche legate alle malattie cardiovascolari, ponendo in atto tutte le misure utili a proteggere il cuore attraverso una capillare attività di informazione e prevenzione.

Il programma di studio interesserà cittadini, scuole, famiglie, volontariato, no-profit, con iniziative specifiche rivolte al territorio, ed è finalizzato, anche grazie alla collaborazione tra la Cardiologia Universitaria di Catanzaro e la Società Italiana di Cardiologia,  ad attività di studio e ricerca scientifica inerente le patologia cardiovascolari, misurando l’impatto della prevenzione e della diffusione di stili di vita sana, già a distanza di un anno dalla prima valutazione cardiologica.

A partire dalle prossime settimane lo screening inizierà nella sua prima fase con i primi questionari di valutazione rivolti ai soggetti coinvolti nel programma “Proteggi il tuo Cuore”, con la collaborazione dei giovani volontari del Servizio civile del Comune di Marcellinara.

Importante scoperta sulle stenosi arteriose.

Scoperto, presso il laboratorio di Cardiologia dell’ UMG, uno dei meccanismi responsabili delle stenosi arteriose nell’arteropatia periferica. Uno studio sperimentale effettuato nel laboratorio di Cardiologia Sperimentale dell’Università Magna Graecia diretto da Ciro Indolfi, ha dimostrato un importante meccanismo responsabile della maggiore severità dell’aterosclerosi in presenza di ischemia periferica, come quella degli arti inferiori. I ricercatori dell’UMG, in un modello sperimentale, hanno dimostrato che l’ischemia dell’arto provoca un aumento selettivo di un microRNA 16. I microRNA, commenta il Prof. Indolfi direttore della cattedra di Cardiologia dell’UMG, “sono piccole molecole che non trasportano informazioni per la sintesi proteica ma che degradano le molecole di RNA messaggero per impedire la produzione di proteine. Esse sono implicate in molti processi biologici come l’aterosclerosi, lo sviluppo tumorale, etc. Nel laboratorio dell’UMG è stata costruita una molecola artificiale speculare al mIR 16, chiamata ANTAGOMIR, capace di intrecciarci con il mIR 16 e di antagonizzarne l’effetto. Tale nuova molecola, somministrata per via sistemica, si è rivelata efficace nel ridurre la severità della stenosi in un modello di angioplastica sperimentale. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Report, una rivista del gruppo Nature. Gli ultimi dati della VQR dell’ANVUR hanno valutato molto positivamente la Cardiologia dell’Università Magna Graecia classificandola tra le prime 4 in Italia, classificando il Prof. Indolfi come TIS (Top Italian Scientist) della VIA Accademy”.

“Sappiamo da molto tempo – prosegue il Prof. Indolfi – che l’arteropatia degli arti inferiori è presente nel 20% della popolazione adulta e che questi pazienti hanno una prognosi peggiore dopo infarto o angioplastica. La novità di questo studio è rappresentata dalla dimostrazione che l’ischemia in un distretto vascolare remoto è uno dei meccanismi responsabili di tale fenomeno. Avendo individuato il meccanismo che ne è responsabile, abbiamo quindi dimostrato che è possibile prevenire, almeno in un modello sperimentale, la severità della stenosi utilizzando una molecola costruita in laboratorio per bloccare selettivamente uno specifico microRNA rappresenta una importante novità scientifica. Sarà necessario però proseguire questi studi per verificare l’importanza di queste informazioni nella pratica clinica”. “Sono molto orgoglioso – conclude il Prof. Indolfi – dei risultati del Dott. Sorrentino e dei risultati scientifici della Cardiologia dell’Università Magna Graecia di Catanzaro che ha un importante programma di ricerca ed è una delle poche Cardiologie in Italia dotate di un laboratorio di cardiologia molecolare”.

Visita dell’Arcivescovo Bertolone alla Cardiologia Umg

L’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons Vincenzo Bertolone,ha effettuato un visita pastorale presso la Cardiologia Universitaria del Campus dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, portando una parola di conforto alle tantissime persone costrette a rimanere in Ospedale in questi giorni di festa. Leggi tutto

Prof Ciro Indolfi Presidente SIC

Il Prof C. Indolfi è stato eletto nuovo presidente della Società Italiana di Cardiologia al termine del 79esimo Congresso nazionale Sic . Classe 1954,  Indolfi è professore ordinario di Cardiologia, direttore della Cardiologia dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, con esperienze internazionali negli Stati Uniti. Sono soprattutto i 1.600 giovani al centro dell’attenzione del nuovo presidente: «È un dovere, oltre che una necessità – afferma – valorizzare, unire e potenziare queste forze giovani che nel campo della cardiologia possiede solo la Sic».

Tre i punti chiave della presidenza biennale, riferisce la società scientifica in una nota: puntare sul benessere dell’individuo prima che sulla cura delle malattie, valorizzare la ricerca e fermare l’emorragia dei laureati e ricercatori italiani verso l’estero, promuovere campagne educazionali per la popolazione, ferme da troppo tempo. Ma non solo. C’è la necessità, da parte della Sic, di coinvolgere il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e quello della Salute per creare i presupposti perché gli investimenti utilizzati per formare i giovani professionisti non vadano dispersi e finiscano in strutture all’estero. «Formiamo i migliori giovani cardiologi d’Europa – sottolinea Indolfi – ma per la mancanza di opportunità lavorative e anche a causa dei piani di rientro di molte Regioni con il relativo blocco delle assunzioni, ormai in corso da 5-6 anni, li lasciamo ‘fuggire’ all’estero. Questo fenomeno ha dunque creato conseguenze che ora iniziano a essere davvero molto pesanti. È necessario quindi creare le condizioni per il rientro dei nostri ricercatori, per garantire alla nostra cardiologia quel ruolo che la rende, da sempre, una delle migliori del mondo. Una di queste – precisa – è la creazione di una partnership con l’Unione europea e con la Società europea di cardiologia. Per questo progetto abbiamo bisogno della collaborazione dei due ministeri chiave coinvolti in questo processo: il Miur e la Salute. Noi facciamo un appello a queste Istituzioni, per creare i presupposti affinché gli investimenti utilizzati per formare questi professionisti, che sono tra i migliori al mondo, non vadano dispersi e finiscano in strutture all’estero».